Televideo


Stampa

STRADE SMART, INTELLIGENTI E SOSTENIBILI

Una strada che comunica con i veicoli, anticipa le criticità e si adatta al traffico, riduce gli impatti ambientali, utilizza meglio le risorse e genera benefici per i territori. È questa la visione proposta dal Position Paper “Strade smart e sostenibili – From Black to Green Roads”, elaborato da AIS, Associazione Italiana Infrastrutture Sostenibili presentato presso la sala stampa della Camera dei Deputati.

 

Il documento è stato redatto da un gruppo di lavoro composto da 8 stazioni appaltanti, concessionari e gestori, 8 società di ingegneria e progettazione, 3 società di consulenza ambientale, 4 imprese di costruzioni e general contractor, 5 produttori e fornitori di materiali, 5 realtà attive nella tecnologia e digitalizzazione, 2 organismi di certificazione e 9 soci individuali. Partendo dal punto essenziale che una strada tecnologicamente avanzata non è necessariamente sostenibile, così come l’impiego di materiali a minore impatto non basta a renderla ecocompatibile, è emerso che per essere realmente sostenibile una strada deve tradurre l’innovazione in benefici verificabili: minori emissioni e consumi, materiali circolari, resilienza climatica, durabilità e valore economico e sociale per le comunità.

 

 

“Le grandi infrastrutture stradali – ha dichiarato il presidente di AIS Lorenzo Orsenigo – non sono solo semplici arterie di transito, ma devono evolvere in sistemi multifunzionali al servizio del territorio, dell’ambiente e della collettività. Come AIS vogliamo interpretare questa trasformazione culturale e tecnologica – riassunta nella visione FROM BLACK TO GREEN ROADS – per dimostrare come le strade possano diventare un fattore concreto di sviluppo sostenibile, economico e sociale, un vero e proprio asset del territorio. Di fronte alle sfide poste dal cambiamento climatico, la rete stradale può integrarsi con le risorse naturali, diventando uno strumento strategico, ad esempio, per la raccolta e il riuso dell’acqua piovana contro la siccità, nonché per la produzione e trasmissione di energia da fonti rinnovabili. Il nostro position paper nasce proprio con l’obiettivo di mettere a valore le migliori strategie del settore, coniugando l’innovazione tecnologica, la digitalizzazione e la resilienza territoriale”.

 

Le strade del futuro, dunque, devono mettere in relazione tre dimensioni - Connettività, intelligenza e sostenibilità per raccogliere e condividere informazioni in tempo reale attraverso sensori, reti digitali e sistemi di comunicazione tra veicoli, infrastrutture e centri di controllo. Una strada intelligente utilizza questi dati non solo per gestire dinamicamente il traffico, migliorare la sicurezza, individuare anomalie e programmare la manutenzione, ma per diventare un’infrastruttura multifunzionale garantendo produzione di energia rinnovabile, ricarica elettrica, gestione delle acque e monitoraggio del territorio. La trasformazione riguarda tanto le nuove opere quanto la riqualificazione della rete esistente.

 

“Passare dalle “black roads” alle “green roads” è un cambio di prospettiva” – ha affermato Sara Frisiani, consigliera AIS e coordinatrice del Gruppo di Lavoro. “Una strada smart e sostenibile è una strada che genera valore, lungo tutto il ciclo di vita. Una trasformazione che riguarda le nuove infrastrutture, per le quali tracciato, territorio, resilienza, dati e multifunzionalità possono essere integrati fin dalle prime fasi, ma anche le infrastrutture esistenti, soggette ad una progressiva trasformazione, attraverso manutenzione, retrofit tecnologico, utilizzo di nuovi materiali e monitoraggio”.

 

Per enti pubblici, stazioni appaltanti ed enti gestori, significa guardare oltre il costo iniziale o la dotazione tecnologica, considerando anche manutenzione, durata dell’opera, adattamento ai rischi climatici e benefici collettivi. Le esperienze mostrano che una parte significativa della transizione è già in corso e altre soluzioni stanno passando dal laboratorio o dal progetto alla sperimentazione operativa. Tra gli interventi già operativi segnaliamo:

 

sulla A4 Torino–Milano, l’utilizzo di una nuova pavimentazione composta fino al 70% da conglomerato bituminoso recuperato dalle precedenti pavimentazioni, insieme a plastica riciclata e grafene, che ha notevolmente ridotto il ricorso a nuove materie prime;

 

sulla A4 urbana milanese, tra viale Certosa e Sesto San Giovanni, il monitoraggio intelligente della quarta corsia dinamica che consente di aumentare temporaneamente la capacità dell’autostrada senza allargare la carreggiata. Sensori, telecamere e algoritmi di intelligenza artificiale sorvegliano il traffico e regolano l’apertura della corsia. Secondo le stime di Autostrade per l’Italia, la maggiore fluidità evita circa 1,5 tonnellate di CO₂ per ogni ora di attivazione sull’intero tratto interessato.

 

Misurare e monitorare, con continuità e in modo oggettivo, è dunque la condizione per decidere in maniera tempestiva e rendere davvero resilienti e sicure le infrastrutture stradali, attuando una gestione predittiva anche grazie all’impiego sinergico di algoritmi, tecnologie satellitari radar e ottiche, space economy e modelli climatici capaci di monitorare l’evoluzione del territorio e delle opere con precisione, individuando segnali precoci di instabilità ben prima che si verifichino criticità strutturali. 

 

Scarica il position paper “Strade smart e sostenibili – From black to green roads”