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RemTech Expo

 

Si è svolta a Ferrara dal 16 al 18 settembre la XX edizione del RemTech Expo, l’unico Hub Tecnologico Ambientale specializzato sui temi del risanamento, della rigenerazione e dello sviluppo sostenibile dei territori. Caratterizzata da una community qualificata e ampia, composta da realtà governative, enti pubblici, organi di controllo, società private, start up innovative, università, centri di ricerca, associazioni di categoria, e professionisti, la fiera si è ancora una volta distinta per numero e varietà di aree d’interesse, sessioni congressuali tecniche, tecnologiche e scientifiche, workshop, seminari, progetti internazionali, convegni, tavoli di confronto, intensa attività di networking all’interno delle sezioni:

 

- REMTECH e REMTECH EUROPE sulla bonifica dei siti contaminati;

 

- COAST sulla tutela di porti, coste, sostenibilità;

 

- HYDROGEO sui rischi naturali (idrogeologico e sismico), dissesto, frane; 

 

- CLIMETECH sui cambiamenti climatici, mitigazione, adattamento;

 

- INFRATECH sul monitoraggio e la sicurezza di infrastrutture strategiche come ferrovie, ponti strade e dighe con particolare attenzione alla prevenzione del dissesto idrogeologico, inondazioni, frane; 

 

- CIRCULARTECH sull’economia circolare, tecnologie sostenibili e gestione dei rifiuti; 

 

- RIGENERACITY sulla rigenerazione urbana;

 

- CHEMTECH sull’industria chimica innovativa e sostenibile; 

 

- FIRE prevention-innovation-research, prevenzione e sicurezza antincendio del Patrimonio Culturale italiano; 

 

- ENERGIA sui nuovi topics energetici come il solare, l’eolico, le rinnovabili offshore, il geotermico, l’idroelettrico, l’idrogeno, il nucleare;

 

- HUTTE dedicato ai temi della sostenibilità e del benessere integrale.

 

Nell’ambito delle giornate si è parlato anche di Ecorobotica, Digital Twin e AI per trasformare i dati ambientali in conoscenza affidabile e tempestiva, costruire sistemi capaci di aumentare la consapevolezza di chi governa ambiente, coste e infrastrutture. Ripercorrendo le esperienze maturate negli ultimi tre anni attraverso progetti quali Seasma, EcoMonitoring, CaDiT e Sense-Map, sull’acquisizione, gestione e condivisione dei Big Data idrografici in campo costiero e portuale, Michele P. Boella – Ceo di NeMeA Sistemi – ha evidenziato la progressiva convergenza tra l’ecorobotica, l’osservazione della terra, strumenti come Iot e GIS e l’uso dell’intelligenza artificiale e dei gemelli digitali. L’obiettivo è realizzare ecosistemi di monitoraggio capaci di integrare dati acquisiti in situ e da satellite, trasformandoli in strati informativi e indicatori utilizzabili nei processi decisionali. ”Nei prossimi anni vedo una traiettoria abbastanza netta: passeremo da sistemi che descrivono ciò che è accaduto a sistemi capaci di segnalare ciò che sta accadendo e, progressivamente, di indicare condizioni che meritano attenzione prima che diventino criticità” ha spiegato Boella.