Televideo


Stampa

REBIBBIA LA CITTÀ INVISIBILE

 

Ha debuttato il 10 marzo, all’interno della stagione dell’Auditorum Parco della Musica “Ennio Morricone”, lo spettacolo Rebibbia: la Città invisibile, un esperimento di docu-teatro nato dai Laboratori d’Arte in carcere ispirato all’opera di Italo Calvino. Prodotto dall’Associazione Ottava Arte, con la regia di Laura Andreini e Francesca Di Giuseppe, coinvolge i detenuti, gli ex detenuti e il personale della Polizia Penitenziaria di Rebibbia e narra la storia di un Ulisse contemporaneo che attraversa tanti approdi di città invisibili, misteriose e immaginarie, prima di rientrare a Itaca. Oltre agli interpreti sul palco, sullo schermo i volti e le voci di chi ancora sta scontando la pena che tornano a visitare i luoghi delle loro memorie infantili, dal mostro architettonico del Corviale a Roma alla fragile catapecchia dei nonni profughi da Sarajevo, quando tutto portava il nome di “casa” e la città era una ragnatela dalle cui maglie era difficile fuggire. La “Città invisibile” che ora da reclusi abitano in maniera forzata si nutre di sogni spezzati, di ricordi di ragazzi già reduci a vent’anni, già sconfitti prima ancora di distinguere l’amico dal nemico. Grazie all’arte e alla poesia ripercorrono il momento del primo ingresso in carcere, rielaborano i rapporti conflittuali, si commuovono tornando ad esperienze drammatiche, agli affetti perduti e ai momenti di gioco e convivialità, sino a comprendere che “Casa” non è un luogo fisico da raggiungere ma uno stato mentale da riconoscere e costruire un po' alla volta grazie a parole nuove, proprio come suggerisce Calvino: «c’è qualcosa che cerca di uscire dal silenzio, di significare attraverso il linguaggio, come battendo colpi su un muro di prigione».

 

 

Sostenuto dal Ministero della Cultura - Direzione Generale Spettacolo dal Vivo e dalla Regione Lazio, in collaborazione con il Ministero della Giustizia - Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria – C.C. Roma Rebibbia N.C., promosso da Roma Capitale - Assessorato alla Cultura, il progetto è un punto di riferimento nazionale e internazionale nelle pratiche di reinserimento delle persone detenute attraverso percorsi d’arte e cultura. Ad oggi i laboratori teatrali, cinematografici e di arti digitali hanno coinvolto oltre 2000 detenuti e visto la collaborazione di professionisti di alto livello. Il Teatro di Rebibbia si è affermato come avamposto culturale nella zona Tiburtina di Roma, ospitando oltre 100.000 spettatori esterni grazie a performance, incontri, festival, eventi in live streaming.