Il ruolo di fotovoltaico ed eolico

Per contribuire a una comprensione approfondita e strutturata dello stato della transizione energetica in Italia - con particolare riferimento alle fonti energetiche, alle condizioni che ne influenzano l’effettiva realizzazione e alle implicazioni strategiche ed economiche connesse a tale processo - lunedì 5 marzo si è svolta, presso il Centro Studi Americani in Roma, la tavola rotonda Lo stato delle rinnovabili in Italia, promossa dal “Think Tank Transizione Energetica – Rinnovabili”, un’iniziativa di CORE in knowledge partnership con ENEL Foundation. L’incontro ha riunito esperti di settore, rappresentanti delle istituzioni, dell’accademia e della ricerca, offrendo un’occasione di confronto sui dati più recenti relativi all’evoluzione del sistema energetico nazionale, al ruolo di fotovoltaico ed eolico e alle ricadute economiche sulle filiere industriali nazionali.
La transizione energetica rappresenta una trasformazione complessa che investe simultaneamente il sistema produttivo, le politiche pubbliche, i territori e i comportamenti sociali. Per questa ragione deve essere adottato un’impostazione metodologica che supera una lettura esclusivamente tecnica o settoriale, privilegiando un approccio integrato capace di tenere insieme analisi dei dati, ascolto di tutte le parti coinvolte e confronto con i contesti territoriali. Su questi principi si basa lo studio realizzato dal gruppo di ricerca Energy & Strategy del Politecnico di Milano che ha presentato il suo rapporto offrendo una lettura integrata dei principali fattori che condizionano il percorso di decarbonizzazione del Paese, collocando l’evoluzione del sistema energetico nazionale all’interno delle più ampie dinamiche della transizione energetica globale ed europea.

L’analisi, fondata sullo studio e la rielaborazione di dati ufficiali provenienti da fonti nazionali e internazionali, ha riguardato:
- l’evoluzione del mix energetico nazionale e della produzione elettrica;
- la crescita e la distribuzione delle fonti rinnovabili nei settori elettrico, termico e dei trasporti;
- il confronto tra i livelli attuali di penetrazione delle FER (Fonti Energetiche Rinnovabili) e i target al 2030;
- l’andamento della dipendenza energetica dall’estero;
- la struttura delle filiere del fotovoltaico e dell’eolico e il loro contributo in termini di valore aggiunto.
A livello internazionale l’analisi dei dati mostra come, nonostante la crescita molto rapida delle fonti rinnovabili negli ultimi due decenni, l’aumento complessivo della domanda energetica mondiale continui a sostenere livelli elevati di consumo di petrolio, carbone e gas naturale. In questo quadro l’Italia si colloca tra i Paesi che hanno compiuto progressi rilevanti nella decarbonizzazione, pur permanendo criticità strutturali che ne condizionano la capacità di raggiungere gli obiettivi fissati dal Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC). Negli ultimi vent’anni il peso delle fonti fossili nella generazione elettrica italiana si è ridotto in modo significativo mentre le rinnovabili hanno conosciuto una crescita rapida e sostenuta. Nel 2025 le fonti rinnovabili hanno coperto il 40% della domanda elettrica nazionale e, per la prima volta, il fotovoltaico è diventato la principale fonte rinnovabile, superando l’idroelettrico. Parallelamente, la diffusione delle rinnovabili sta modificando in profondità l’architettura del sistema elettrico: le comunità energetiche rinnovabili e le configurazioni di autoconsumo diffuso assumono un ruolo crescente non solo nella produzione di energia ma anche nella gestione della domanda, nella riduzione delle perdite di rete e nel rafforzamento del legame tra transizione energetica e sviluppo territoriale. Nonostante questi progressi la capacità rinnovabile installata in Italia, pari a circa 83,5 GW, rimane distante dal target dei 131 GW previsto al 2030, di cui 107 GW attribuibili a fotovoltaico ed eolico.
L’esame dei consumi finali lordi per settore evidenzia come la transizione proceda a velocità fortemente differenziate. Il settore elettrico mostra una dinamica relativamente avanzata, mentre i comparti dei trasporti e degli usi termici rimangono fortemente ancorati ai combustibili fossili. In particolare, i trasporti rappresentano il principale nodo critico della decarbonizzazione italiana. Questa lentezza strutturale incide direttamente sulla dipendenza energetica del Paese, che continua a importare circa il 79% del proprio fabbisogno energetico, esponendosi alla volatilità dei mercati internazionali e alle tensioni geopolitiche. In questo senso la transizione energetica si configura non solo come una politica climatica ma come una componente essenziale della strategia di sicurezza nazionale.
Lo sviluppo del fotovoltaico presenta una marcata eterogeneità territoriale. Le ragioni del Sud e delle Isole concentrano una quota rilevante del potenziale solare nazionale, ma il contributo alla capacità installata complessiva risulta più distribuito sull’intero territorio, con una presenza significativa anche nel Centro-Nord. Nel quadro regionale, la Puglia è un caso rilevante per dinamismo e complessità essendo uno dei principali hub energetici nazionali, con circa 8 GW di capacità rinnovabile installata e un ruolo di esportatore netto di energia. Il Sud e le Isole rappresentano il baricentro del potenziale eolico nazionale, grazie a condizioni meteorologiche favorevoli e alla disponibilità di siti idonei, anche se non sempre mostrano un livello di avanzamento coerente con i target assegnati.
La complessità e la durata delle procedure autorizzative in Italia fanno sì che un numero elevato di progetti in fase di sviluppo non si traduca automaticamente in nuova capacità installata. A ciò contribuiscono tempi amministrativi prolungati, la disponibilità limitata dei contingenti incentivanti e un quadro normativo talvolta incerto. In questo contesto risulta evidente l’esigenza di un maggiore coordinamento tra strumenti di policy, pianificazione territoriale e capacità amministrativa.
Nel complesso, il quadro che emerge è quello di una transizione energetica avviata e strutturalmente irreversibile ma ancora insufficiente in termini di velocità e profondità. In questa prospettiva, la transizione energetica non può essere interpretata esclusivamente come un adempimento agli obblighi climatici europei ma come una leva strategica per ripensare il modello di sviluppo del Paese. Accelerare lo sviluppo delle rinnovabili significa ridurre la vulnerabilità energetica, trattenere valore economico sul territorio nazionale, rafforzare le filiere industriali e contribuire alla costruzione di un sistema energetico più resiliente, sostenibile e competitivo nel lungo periodo. Perciò occorre semplificazione amministrativa stabile e non emergenziale, sviluppo e potenziamento della rete e delle infrastrutture, rafforzamento della comunicazione pubblica e del coinvolgimento territoriale per favorire modelli di autoconsumo e approvvigionamento diretto in grado di trasferire i benefici economici dell’energia rinnovabile a imprese e cittadini.