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CITTÀ DELLLE 100 SCALE FESTIVAL

 

Dal 7 settembre al 15 dicembre 2026 torna la manifestazione dalla spiccata vocazione multidisciplinare e la capacità di connettere i linguaggi della creazione contemporanea con le trasformazioni dei paesaggi urbani e umani. II Città delle 100 Scale Festival propone, tra Potenza e Matera, un palinsesto di alto profilo internazionale prestando una particolare attenzione ai giovani della danza e del teatro. In un paesaggio globale segnato da un perenne stato di guerra, crisi geopolitiche e frammentazione, con il titolo IN-DEROGA la diciottesima edizione vuole - nelle intenzioni di Giuseppe Biscaglia e Francesco Scaringi, direttori del festival - esplorare la costante tentazione di sospendere il diritto in nome dell'emergenza e della sicurezza per scompaginare le griglie ordinarie della percezione e dei luoghi, costruendo uno spazio critico in cui la creazione artistica dialoga con il pensiero teorico e la trasformazione dei paesaggi umani e naturali per aprire soglie di possibilità per il futuro. In questo equilibrio fragile tra necessità e garanzia, la riflessione sul potere si incrocia con quella sul corpo, sulle coscienze e sulle scelte individuali e collettive facendo dell’arte performativa un laboratorio, un territorio di confine dove la legge scontra ciò che la eccede, per indagare gli spazi d'ombra dell'eccezione: i non-luoghi del diritto, i centri di detenzione, le zone di guerra, dando voce alle urgenze del presente, ai corpi non conformi e agli elementi che sfuggono alla rappresentazione classica. Rifiuta ogni compromesso biologico o sociale, la scena sii fa attrito, un atto di “resistenza”. Perché anche nello stato di eccezione, il futuro non può essere privato del desiderio e della sua spinta rigenerativa.

 

 

La sezione coreografica vede dunque protagoniste figure di rilievo come Maguy Marin (con “Singspiele”, interpretato da David Mambouch), Virgilio Sieni (con l'omaggio a Pasolini “Ma a che serve la luce?”), Alessandro Sciarroni (“Op. 22 No. 2” con Marta Ciappina), Dorothée Munyaneza, François Chaignaud con Aymeric Hainaux, Marco D’Agostin (“Asteroide”, Premio Ubu 2025), Ginevra Panzetti / Enrico Ticconi, Daniele Ninarello, Luna Cenere e Giovanfrancesco Giannini. 

 

 

Sul fronte teatrale e performativo, in cartellone maestri e nuove drammaturgie: da Romeo Castellucci / Societas (“Credere alle Maschere”) a Motus (“Frankenstein”), da Emma Dante (“L’angelo del focolare”) ad Antonio Latella (“Bùbaro dei Bùbari”), fino alle opere di Licia Lanera (“Altri libertini”, Premio Ubu 2025), Fabiana Iacozzilli (“La classe”), Dino Lopardo con “Rigetto”, Dewey Dell, Marco Baliani, Antonio Viganò / Teatro La Ribalta, Ateliersi, Muta Imago, Frosini / Timpano, 

 

 

Un ruolo centrale è affidato ai workshop e alle pratiche laboratoriali, tra i quali spicca “PAESAGGI IN-DEROGA. Oltre il progetto”, curato da Annalisa Metta, Luca Catalano, Alberto Petrone e Gerardo Sassano. Una perlustrazione tra il Vallone Santa Lucia e il Palazzo ex Enel di Potenza per analizzare la difformità e la sospensione di una condizione ordinaria del paesaggio contemporaneo, in cui spazio, tempo e trasformazione si intrecciano superando le rigide categorie urbanistiche. L'offerta laboratoriale si completa con le pratiche trans-corporee per adolescenti di Piersandra Di Matteo che esplorano l’ascolto in dialogo con i saperi Sordi, le prospettive critiche sulla disabilità e le riflessioni contemporanee sull'interdipendenza tra corpi, ambiente e materia, mettendo in questione la centralità dell'orecchio come misura normativa della percezione; i percorsi di mnemotecnica sviluppati anche attraverso una ricerca con persone cieche e ipovedenti che invitano a costruire un archivio di suoni ricordati, dimenticati o mai uditi; la “Corale del Soffio. Respirazione per Potenza”, respirazione sonora di Alessandro Bosetti che affida a persone del luogo con patologie respiratorie la composizione di una partitura collettiva fatta di inspirazioni, espirazioni, apnee, sospiri e silenzi condivisi in cui il suono emerge come fenomeno relazionale; la sperimentazione sulle tecnologie digitali della terza edizione di Comunità Seriali un percorso per le scuole che trasforma la navigazione online da consumo bulimico a gesto artistico, integrando l'uso consapevole dell'intelligenza artificiale come risorsa creativa.

 

 

Il programma teorico e culturale si arricchisce degli incontri filosofici firmati da Roberto Esposito, Francesco Bellusci, Enrica Lisciani Petrini (affiancata dal concerto pianistico di Gabriele Joima) e Giacomo Fronzi, delle performance di Diana Lola Posani e Kinkaleri, e delle proposte musicali di Silent Carnival, Toni Cutrone (Mai Mai Mai) e dell'Orchestra Maldestra.

 

 

A fare da cassa di risonanza a questa pluralità di linguaggi è una geografia diffusa dei luoghi: a Potenza la programmazione attraversa il Teatro Francesco Stabile, la Galleria Civica Gerardo Cosenza, Il Piccolo Teatro | Cesam, il Teatro Don Bosco, le palestre della città, il Vallone S. Lucia e la rete degli spazi pubblici, trovando nel Palazzo ex Enel il suo hub polifunzionale per incontri, arte, laboratori e musica, mentre a Matera il festival abita lo scenario suggestivo del Parco delle Chiese Rupestri.

 

 

Per il calendario dettagliato:

www.cittacentoscale.it