
“Biocontrollo. Le nuove frontiere delle produzioni agricole di qualità, sane e sostenibili” è il titolo del convegno promosso da Fondazione UniVerde, Università degli Studi di Napoli Federico II e Rete Nazionale Istituti Agrari – Re.N.Is.A. con il patrocinio del CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria) – che si è svolto il 27 gennaio a Roma, presso il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste.
Nel panorama agricolo europeo, segnato da una progressiva riduzione dell’uso degli agrofarmaci, l’integrazione di organismi viventi e sostanze naturali diventa un pilastro fondamentale per rispondere alle sfide della sostenibilità ambientale e della sicurezza alimentare. Nel contesto comunitario la bioprotezione si inserisce in un sistema produttivo che già oggi vanta standard di sicurezza tra i più alti al mondo. I dati più recenti confermano la solidità del modello italiano con le analisi EFSA che evidenziano indici di conformità ai limiti di legge prossimi al 100% grazie a sistemi di controllo capillari e all’applicazione rigorosa dei protocolli di sicurezza. Tuttavia, nonostante queste tecnologie siano già in parte disponibili, il loro utilizzo necessita di una spinta importante attraverso politiche mirate e incentivi che ne favoriscano l’impiego su larga scala. L’obiettivo è chiaro: supportare la transizione ecologica anche in agricoltura valorizzando la qualità e la salubrità delle produzioni permettendo l’adozione di soluzioni di biocontrollo per una risposta integrata alla crisi climatica e alla crescente pressione di patogeni e stress ambientali, senza penalizzare la competitività degli agricoltori europei.
L’evento è stato aperto da Alfonso Pecoraro Scanio (Presidente della Fondazione UniVerde) che ha evidenziato il valore dell’agricoltura biologica confermato anche dai consistenti capitali investiti dalle principali realtà del settore chimico a sostegno di soluzioni innovative finalizzate all’utilizzo di prodotti poco impattanti sugli ecosistemi. Matteo Lorito (Rettore dell’Università degli Studi di Napoli Federico II) ha illustrato il ruolo del Centro Nazionale Agritech, che fornisce reale alternativa o integrazione all'uso della chimica, per affrontare le sfide fitosanitarie dovute ai cambiamenti climatici che stanno causando un aumento di alcuni pericolosi patogeni per le nostre colture, in pre e in post-raccolto, e arginare l'arrivo di nuove specie per le quali non sempre esistono prevenzione o terapia efficaci. “Il Centro Agritech, con 30 Università, CNR e CREA, assicura produzioni di qualità tutelando ambiente ed economia in agricoltura, salute pubblica, lavoro, export, tipicità dei nostri prodotti e valore del made in Italy, anche perseguendo gli obiettivi del Green Deal europeo”. Traguardi raggiunti grazie all’importante lavoro svolto dal CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria) che, come affermato da Maria Chiara Zaganelli (Direttore Generale del CREA), coordina dal 2020 i Piani Nazionali di biocontrollo e ha sempre dimostrato l’importanza della ricerca pubblica nella soluzione di problemi concreti. ”Con la piattaforma all'avanguardia CUSTOS PLANTIS – Guardiano delle Piante, il CREA ha recentemente compiuto un passo strategico verso la prevenzione, anticipando i rischi fitosanitari e rafforzando la sicurezza biologica del Paese, per un ambiente più protetto e filiere produttive più sostenibili”.
Posizioni condivise anche da Francesco Lollobrigida (Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste) che ha dichiarato: “Dobbiamo basarci sulla ricerca e sull’innovazione per far diventare la nostra agricoltura sempre più sostenibile e resiliente. Spesso si è parlato di sostenibilità in termini ideologici, quando in realtà bisogna essere pragmatici: sostenibilità significa garantire l’ambiente ma anche la produttività e il reddito degli agricoltori, questi elementi devono viaggiare insieme. Il biocontrollo è un elemento essenziale su cui stiamo discutendo con il mondo della ricerca e della formazione scolastica, le università, l'industria, chi nel tempo ha evoluto il suo modello di produzione, con l’obiettivo di ridurre l’utilizzo di agrofarmaci e garantire al contempo la produzione e il reddito di chi lavora. I giovani in questo contesto hanno un ruolo centrale, e per questo dobbiamo garantire loro una formazione di alto livello e una prospettiva solida di futuro anche con giornate di lavoro come questa”.
Il dibattito, moderato da Francesca Sancin (Giornalista RAI e scrittrice), è proseguito con il panel “Sostenibilità, qualità e salubrità delle produzioni agricole” con interventi di amministratori, esperti, rappresentanti dell’industria dei fitofarmaci, dove si è parlato anche della “Visione per l’agricoltura e l’alimentazione” presentata nel febbraio 2025 dal Commissario Europeo per l’Agricoltura e l’Alimentazione Christophe Hansen, che punta a rivoluzionare il settore. La nuova legislazione, in fase di analisi, mira a superare le criticità del passato, introducendo una definizione univoca di biocontrollo e percorsi autorizzativi semplificati. Un rinnovamento normativo che non solo rafforzerà l’intera filiera, ma renderà l’imprenditoria agricola più attrattiva per le nuove generazioni, proiettando il settore verso una dimensione tecnologica avanzata e socialmente responsabile. Folta infatti la delegazione del corpo studentesco e docente degli Istituti Agrari, ai quali ha dato voce Patrizia Marini (Presidente Re.N.Is.A. – Rete Nazionale Istituti Agrari) anche parlando della necessità di rimodulare i programmi di istruzione per consentire agli studenti, al termine degli studi, di avere competenze in materia di sostenibilità utili a sviluppare conoscenze, abilità e attitudini che promuovano modi di pensare, pianificare e agire con empatia, responsabilità e attenzione a favore del pianeta e della salute pubblica.
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Francesco Lollobrigida - Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste
Alfonso Pecoraro Scanio - Presidente della Fondazione UniVerde
Matteo Lorito - Rettore dell’Università degli Studi di Napoli Federico II
Maria Chiara Zaganelli - Direttore Generale del CREA
Patrizia Marini - Presidente Re.N.Is.A. – Rete Nazionale Istituti Agrari