
Frutto di un intenso lavoro di ricerca partecipata che ha coinvolto tantissime realtà nazionali in forte sinergia con numerose associazioni di italiani diffuse nei cinque i continenti, il Museo Nazionale dell’Emigrazione (MEI) ha aperto le sue porte il 12 maggio 2022 a Genova, presso la Commenda di San Giovanni di Prè, edificio che per secoli è stato luogo di accoglienza e punto di passaggio di un’umanità in transito, dai pellegrini alle crociate, fino agli emigranti dell’Ottocento. Nato per raccontare i molteplici aspetti del fenomeno migratorio italiano dall’Unità d’Italia ad oggi, si presenta come un museo dinamico e innovativo, dove i visitatori possono vedere, ascoltare, imparare e mettersi alla prova anche con i dati sulle partenze, i ritorni, le destinazioni, il lavoro, la salute, l’alimentazione, il razzismo, l’accoglienza, le tante motivazioni diverse per lasciare l’Italia che sono restituiti attraverso strumenti interattivi e multimediali, videoproiezioni, installazioni.

Il percorso espositivo, 2800 mq, si sviluppa su 3 piani suddivisi in 16 aree, costruite intorno alle storie di vita dei protagonisti dell’emigrazione le cui esperienze sono proposte attraverso fonti primarie come le autobiografie, i diari, le lettere, le fotografie, i giornali, i canti e le musiche che li accompagnavano. Dopo le sezioni dedicate alle migrazioni prima dell’Unità d’Italia e alla profilazione di chi decideva di lasciare la terra natìa, il visitatore è immerso tra passaporti e documenti di viaggio di ogni epoca, segnali stradali e biglietti, entrando in contatto con le motivazioni che spingevano alla mobilità nell’Italia della “Grande Emigrazione” (1892-1914) - la povertà, la fame, la salute incerta determinata da condizioni di vita dure – alimentate dall’illusione di andare verso luoghi di prosperità e successo, da miti e sogni che fecero ingrossare i flussi migratori e moltiplicare le destinazioni nelle diverse aree del mondo anche per esigenze diverse da quelle economiche, come contingenze politiche, religiose, sociali, personali.

La visita entra nel vivo del racconto con le aree dedicate al dibattito politico, al costo umano dell’allontanamento, alle tragedie e alle stragi che hanno interessato e continuano a colpire i migranti in ogni parte del mondo (dal naufragio del Sirio all’incendio della Triangle a New York, dai fatti di Aigues Mortes alla strage di Marcinelle sino al Mediterraneo contemporaneo), al dolore e all’angoscia per la rottura della relazione, ai primi contatti con i luoghi di approdo, lo spaesamento, l’avvio al lavoro, lo sfruttamento. Si approfondiscono quindi gli aspetti della vita quotidiana dei migranti, il confronto con nuovi usi tradizioni e culture, il pregiudizio, le discriminazioni e il razzismo ma anche la partecipazione al processo di crescita dei paesi ospitanti, la nascita e lo sviluppo di violenza e criminalità, la vita con la comunità di origine dove spesso le feste patronali e lo sport hanno svolto un ruolo importantissimo.
Le ultime due sale sono riservate alla migrazione interna, declinata nelle sue due grandi direttrici, dalla campagna alla città e dal Sud al Nord, e all’emigrazione contemporanea, con le forme che ha assunto dopo il 1973, anno del cambio epocale, in cui da paese di emigrazione l’Italia diviene paese di immigrazione sino ad arrivare ai primi decenni del nuovo millennio quando l’emigrazione italiana ha nuovamente iniziato a crescere.
L’esperienza si conclude con la possibilità di consultare le stazioni CISEI, dove cercare per nome gli antenati che parteciparono a una storia di emigrazione, e il sito “Intellettuali in fuga” realizzato dall’Università degli Studi di Firenze e dedicato alle migrazioni intellettuali durante il ventennio fascista.

Museo Nazionale delle Migrazioni
Commenda di San Giovanni in Prè
Piazza della Commenda, 1
16126 - Genova
Orari di apertura
ottobre-maggio da martedì a venerdì 10 -18
giugno-settembre da martedì a venerdì 11-18
Tutto l’anno sabato e domenica dalle 11-19