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MUSEO TECNICO NAVALE LA SPEZIA

 

Erede della tradizione marittima e navale Sabauda, il Museo Tecnico Navale della Spezia è il più importante in Italia nel suo genere e tra i più antichi al mondo. Conserva decine di migliaia di cimeli e reperti dell'epoca delle Marine preunitarie, di quella della Regia Marina e dell'attuale Marina Militare che testimoniano oltre alla storia della marineria anche lo stretto legame esistente tra la Marina e la città che lo ospita, non solo con il suo Arsenale ma anche con tutti i suoi Comandi, Enti e Centri Tecnici che ancora operano nel territorio. Istituito nel 1925, la sede attuale venne inaugurata nel 1958 accanto alla porta principale dell’Arsenale riordinando una serie di collezioni che nel corso del tempo si sono arricchite di testimonianze di navigazioni, esplorazioni, battaglie, esperienze scientifiche, invenzioni, innovazioni. Il percorso di visita si snoda secondo quattro temi principali:

 

ORIGINI – per comprendere i passaggi che hanno portato la Regia Marina alla Spezia e alla realizzazione del più grande Arsenale dell'epoca.

 

MAESTRANZE – per capire l'eccellente lavoro dei maestri artigiani del Museo e dell'Arsenale, carpentieri in legno, maestri d'ascia, carpentieri in ferro, congegnatori e altre straordinarie figure che hanno realizzato, riparato e conservato manufatti preziosi come i modelli delle prime navi varate (le corazzate “Regina Margherita”, “Regina Elena”, “Cavour”, “Andrea Doria”) e quello particolareggiato della più bella nave del mondo, simbolo della Marina Militare, del made in Italy e ambasciatrice UNICEF, “Amerigo Vespucci”.

 

 

UOMINI, IMPRESE, EROI – per ripercorrere il contributo assicurato dalla Marina in termini di uomini, tecnologie, innovazione, intraprendenza, coraggio, in tempo di pace e in guerra. Tra i reperti più importanti vanno segnalati: quelli relativi alle spedizioni al Polo Nord e alla Tenda Rossa, nella quale trovarono rifugio i superstiti del disastro del dirigibile Italia del 1928; una porzione del barchino saltatore Grillo, protagonista di alcuni audacissimi tentativi di forzamento dei porti austriaci durante la grande guerra e la bandiera di navigazione del MAS 96 con cui Costanzo Ciano l'11 febbraio 1918 compì la "beffa di Buccari", che riporta la scritta e la firma autografe di Gabriele d'Annunzio; il tributo particolare agli Eroi dell'Impresa di Premuda, Luigi Rizzo e Giuseppe Aonzo, che il 10 giugno 1918 con i MAS (Motoscafo Armato Silurante) 15 e 21 affondarono Nave da battaglia austro-ungarica SMS Szent István; il Motoscafo silurante utilizzato anche in funzione anti sommergibile durante il secondo conflitto mondiale; il nuovo modello di autorespiratore a ossigeno e la tuta subacquea con mascherino denominata “veste Belloni", utilizzati dagli operatori degli SLC (siluro a lenta corsa) conosciuto anche come "Maiale"; alcuni modelli di sommergibili della prima e della seconda guerra mondiale; un raro esemplare della prima camera iperbarica portatile, telescopica, che permetteva di fornire un trattamento di emergenza ad un embolizzato, e parte della strumentazione utilizzata per un progetto della Sanità della Marina in collaborazione con l'Università di Roma per studio della reattività nervosa in iperbarismo; vari tipi di elmi da palombaro e una interessante testimonianza di fucili, mortai e cannoni che hanno fatto la storia dal Risorgimento ad oggi.

 

 

TECNICA ed ECCELLENZE – per scoprire La Spezia e la Marina quali importanti riferimenti di attività sperimentali fortemente innovative. I modelli esposti in questa sezione raccontano lo sviluppo dell'architettura navale dalla preistoria ad oggi. Diverse riproduzioni in scala rappresentano una nave funeraria egizia, una nave faraonica del XV secolo a.C., navi romane, scavatrici e navi disegnate da Leonardo da Vinci, le caravelle protagoniste della scoperta dell’America, un vascello della lega Anseatica, il Kon Tiki, la zattera usata dall'esploratore e scrittore norvegese Thor Heyerdahl, i modelli della nave vichinga Drakkar ritrovata a Osemberg, galeazze e galere, modelli di velieri italiani del XIX secolo e una ricca esposizione di navi militari da fine Ottocento al secondo dopoguerra. Grande spazio trovano anche gli ausili alla navigazione come l'imponente ottica rotante del faro dell'isola del Tino, ancore di epoche diverse, grandi timoni, un apparecchio per l'illuminazione sottomarina, la serie di strumenti nautici ancora oggi utilizzati per il calcolo del punto nave con gli astri, con i punti cospicui terrestri e per il tracciamento delle rotte sulle carte nautiche. 

 

 

Una collezione unica e straordinaria, situata al primo piano, è dedicata alle POLENE, figure lignee che venivano poste sulla prua delle navi per scongiurare la cattiva sorte o per ostentare potere e ricchezza. La Sala è particolarmente suggestiva: le 28 polene sono posizionate su grosse travi curve in legno che richiamano il dritto di prora dei velieri, sui quali hanno riacquistato la posizione che avevano sulle loro navi, con lo sguardo rivolto all'orizzonte. Le polene esposte provengono da navi militari e hanno tutte partecipato agli eventi legati al Risorgimento italiano, anche su fronti opposti, come quelle dei piroscafi acquistati nel 1860 per l'Impresa dei Mille - che trasportarono i garibaldini – “Fairy Queen”, “Lord Aberdeen” e “Cambria”, esposte accanto alle polene delle navi borboniche, “Partenope” e “Ercole” che si opposero all'avanzata dell'eroe dei due mondi. La polena più antica è “Minerva” (1783), appartenente ad una fregata borbonica che combatté al fianco della flotta inglese di Nelson contro la flotta napoleonica a Capo Noli (SV) e sulla quale venne processato e impiccato l'ammiraglio Caracciolo, reo di aver parteggiato per la Repubblica partenopea contro il re di Napoli. Affascinanti figure femminili sono la polena “Italia” (1860) che, ritratta mentre spezza le catene della schiavitù, richiama l'unità del Paese, la polena “Kaiserin Elisabet” (1854), la mitica Sissi, e “Atalanta”, recuperata in Atlantico nel 1867 dalla corvetta Valoroso, per la quale la storia si confonde con la leggenda a causa di uno sguardo tanto magnetico da far innamorare e impazzire chi troppo la osserva.

 

Infine, la SALA MARCONI. Inaugurata nel 2017, custodisce la più importante collezione al mondo di apparati originali marconiani e testimonia la sua lunga collaborazione con la Marina italiana ed il ruolo che esso svolse nell'evoluzione della radio. Il Museo espone, oltre agli elementi principali di un sistema trasmittente e ricevente inventato da Marconi, le “zone telegrafiche" originali che riportano scritti i messaggi in alfabeto Morse scambiati il 17 luglio 1897 nel golfo della Spezia durante le prime prove al mondo di radiotelegrafia navale, anche una sezione dello scafo di “Elettra”, la nave laboratorio di Marconi, recuperata negli anni '60 dalla ex Jugoslavia.

 

 

www.marina.difesa.it/cosa-facciamo/storia/musei/museotecnav/Pagine/default.aspx

 

 

Museo Tecnico Navale La Spezia 

Viale Giovanni Amendola, 1 

19122 - La Spezia


Orario di apertura 

Tutti i giorni dalle ore 8:30 alle 19:30