

Giunta alla sua quarta edizione, il 6 marzo apre la Biennale della Fotografia Femminile di Mantova (BFFMantova), appuntamento unico nel panorama mondiale che dà spazio a importanti artiste, spesso poco conosciute nel nostro Paese. La manifestazione di quest’anno ha come titolo LIMINAL, termine che racchiude significati molteplici, attuali e affascinanti. “Liminal” è la soglia, lo spazio indefinito che precede l’arrivo a una destinazione. Un limbo da attraversare per raggiungere un traguardo vicino ma ancora non del tutto delineato che costringe a fare i conti con incertezza e smarrimento, pur consapevoli che il presente si sta trasformando sotto i propri piedi e il futuro appare più che mai nebuloso.

Questo profondo processo di cambiamento, capace di scuotere le fondamenta della normalità e dell’ordine stabilito, apre talvolta a visioni di un futuro luminoso, talaltra riporta alla luce oscurità sopite che si agitano nelle viscere del mondo. Esattamente come il periodo storico che stiamo vivendo, caratterizzato da guerre, governi oltranzisti e dal ritorno del protezionismo commerciale, che fungono da indicatore dello sgretolamento di quel mondo utopico, unito nell’idea di fratellanza e tanto desiderato dopo la caduta del muro di Berlino.

Questa inquietudine crescente si diffonde in un contesto segnato da una speculazione eticamente discutibile che non esita a ignorare le voci inascoltate della sofferenza umana. La Biennale Internazionale della Fotografia Femminile, sempre attenta ai grandi temi sociali e geopolitici, quest’anno mette a fuoco le disuguaglianze di classe, le dinamiche del neocolonialismo, il diritto all’istruzione e le conseguenze delle migrazioni — che comportano la perdita di terre, risorse economiche e libertà civili. Un progetto culturale solido con undici mostre principali di fotografe italiane e internazionali, una mostra d’archivio dal titolo” Shifting the Focus” (che rilegge la rivoluzionaria opera di una pioniera della fotografia americana Imogen Cunningham) e tante iniziative collaterali, tra le quali una Open Call per un Circuito Off, workshop, conferenze, talk, visite guidate, laboratori didattici per bambini e letture portfolio, occasione preziosa per i fotografi che desiderano sottoporre le proprie opere allo sguardo esperto dei professionisti del settore.

Da non perdere il progetto speciale della fotografa italiana Maria Giovanna Giugliano “Ordinary Pleasure”, frutto della collaborazione tra la Biennale Internazionale della Fotografia Femminile di Mantova e il Fotofestival Lenzburg in Svizzera, e “Non c’è limite al limite”, il festival di fotografia e inclusione che utilizza il linguaggio visivo per raccontare la disabilità in modo autentico e non stereotipato, un progetto culturale e sociale che mette in dialogo arte, consapevolezza e solidarietà.

