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TERREMOTI | Studio INGV svela il legame tra sismicità ed evoluzione dei canyon sottomarini

Uno studio, pubblicato sulla rivista Communications Earth & Environment (Nature Portfolio), mostra i processi che controllano l’evoluzione dei canyon sottomarini lungo le coste italiane. Queste profonde incisioni del fondale marino, simili ai canyon che si osservano sulla terraferma ma molto più grandi, possono influenzare la stabilità dei margini continentali e rappresentare un potenziale fattore di rischio per le aree costiere.

 

La ricerca ha analizzato oltre 2.700 testate di canyon sottomarini (ovvero le zone più superficiali e vicine alla costa) attraverso un modello di apprendimento automatico che integra dati batimetrici, sismicità strumentale, deformazioni crostali e tassi di deformazione misurati tramite geodesia satellitare. I risultati mostrano come l’attività tettonica e la vicinanza alle foci fluviali rappresentano i principali fattori che guidano l’arretramento e l’evoluzione di queste forme del paesaggio sottomarino.

 

Lo studio evidenzia come i canyon siano sistemi dinamici sensibili sia all’attività dei processi geologici profondi sia alle dinamiche sedimentarie costiere, con implicazioni rilevanti per la comprensione dei rischi naturali lungo le coste italiane e mediterranee.

 

Il lavoro è stato realizzato grazie alla disponibilità di molteplici dataset pubblici sia Europei che Nazionali che spaziano dal dato satellitare al dato batimetrico. L’Italia è una delle poche nazioni al mondo a fornire liberamente una tale quantità di dati geofisici e geomorfologici la cui integrazione consente di migliorare la valutazione dei fenomeni che modellano i margini costieri e di rafforzare gli strumenti di analisi del rischio naturale.

 

Secondo gli autori, la combinazione tra sismicità regionale e apporto sedimentario dei fiumi favorisce condizioni di instabilità gravitativa dei versanti sottomarini, controllando nel tempo la migrazione delle testate dei canyon verso la costa.

 

I canyon sottomarini rappresentano vere e proprie vie preferenziali di trasporto dei sedimenti verso il mare profondo. In questo lavoro sono state utilizzate moderne tecniche di analisi che utilizzano l’intelligenza artificiale per comprendere i fattori che ne guidano l’evoluzione e ciò aiuta a ricostruire l’interazione tra processi tettonici, dinamiche costiere e cambiamenti del paesaggio marino.

 

La penisola italiana è circondata da margini continentali sismicamente attivi e i suoi oltre 8000 km di costa in larga parte esposti a molteplici processi di origine sismoindotta che possono influire sui fondali e sulle coste. Queste conoscenze sono fondamentali per proteggere le infrastrutture e pianificare interventi di gestione del territorio costiero in zone ad alto rischio.

 

I nuovi dati aprono la strada a studi più approfonditi sull’evoluzione dei fondali e sulla sicurezza dei margini costieri, rafforzando le strategie di monitoraggio e prevenzione.

 

 

Figura 1 - Vista topo-batimetrica 3D del Golfo di Palermo mostrante le testate dei canyon sottomarini lungo la scarpata continentale. I punti neri rappresentano i punti iniziali delle incisioni dei canyon.

 

 

 

Figura 2 - Contesto sismotettonico e morfologico dei margini continentali italiani.