Gioia è un’insegnante di liceo che non ha mai conosciuto l’amore, se non quello opprimente dei genitori, con cui vive ancora. Tra i suoi studenti c’è Alessio che usa il corpo come uno strumento per rimediare qualche centinaio di euro e aiutare la madre, cassiera in un supermercato. Tra il ragazzo e la professoressa nasce un legame proibito, fragile e inspiegabilmente necessario per entrambi. Ma il desiderio di riscatto sociale e umano per Alessio è un veleno silenzioso che gli impedisce di farsi conquistare definitivamente dalla dolcezza disarmante di Gioia. Così, distrugge tutto e cancella l’unica persona che lo abbia mai amato.


Un sogno che si trasforma in un incubo, dove solitudine, vulnerabilità e struggente desiderio di amore sono travolti e soffocati dalla vanità ambigua, l’amoralità e il nichilismo sentimentale che non conosce dolcezza né tenerezza ma seduce, manipola e avvelena sino all’annientamento. Delicata e attenta la regia che ha saputo intercettare le sfumature e le complessità di personaggi magnificamente interpretati.