Spagna, 1939. Appena due settimane dopo la fine della Guerra Civile, il generale Franco ordina una cena celebrativa presso il lussuoso Hotel Palace di Madrid. Un giovane tenente, il maître dell’hotel e un gruppo di prigionieri repubblicani - oppositori del regime ma dotati di grande talento in cucina - sono costretti a preparare il banchetto in tempi record. Tutto sembra procedere senza intoppi, anche se i cuochi in realtà approfittano dell’occasione per pianificare la loro fuga.


Un’amara commedia antibellica che intreccia sapientemente satira politica, tragedia storica e umorismo nero restituendo tutto il pathos e l’asprezza dell’immediato dopoguerra spagnolo, la prigionia, la repressione, la fame e il fallimento collettivo. Una bomba ad orologeria narrativa, esteticamente elegante e raffinata, che sa essere gustosa imponendosi con il ritmo scandito dalle portate di una cena ambientata in quel fragile momento in cui la pace è dichiarata ma la paura continua ad aleggiare e dalle contraddizioni di un potere che nell’ostentazione del cibo esprime la banalità della sua ridicola ideologia.