Maturità


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E' iniziata la prova orale

I consigli dell'esperta: look sobrio ed evitare la notte in bianco della vigilia maturita_orale_296

Gli esami di stato sono in dirittura d'arrivo. Dopo le prove scritte cominciano i colloqui, ultimo ostacolo prima dell'ambito diploma.

Il colloquio, che si svolge alla presenza dell'intera commissione, punta ad accertare le conoscenze acquisite nell'ultimo anno di corso sia in relazione agli obiettivi generali, sia a quelli specifici dell'indirizzo scelto.

I maturandi possono presentare una tesina redatta nel formato preferito, anche multimediale. Negli indirizzi musicali si può iniziare l'esame eseguendo un brano con lo strumento studiato.

I consigli della psicologa: agli orali look sobrio ed evitare la notte in bianco alla vigilia
La prima regola 'salva maturità' è studiare, "perché quando si conoscono gli argomenti è difficile fare flop, anche se l'ansia è forte". Ma ci sono anche piccoli 'trucchi' che aiutano a tenere a bada lo stress da esame e dare il meglio all'interrogazione come, ad esempio, evitare la notte in bianco alla vigilia nella speranza di 'recuperare' sulla preparazione.

Utile anche rinunciare a un abbigliamento troppo eccentrico per l'occasione o a comportamenti poco sobri. Scelte che non servono a migliorare l'interrogazione ma possono aiutare a instaurare un clima favorevole durante il colloquio. Parola di Paola Marinelli, psicoterapeuta esperta di psicologia della scuola che suggerisce agli studenti, alle prese nei prossimi giorni con gli orali della maturità, il modo migliore per presentarsi davanti alla commissione esaminatrice.

"L'esame di maturità - dice l'esperta all'Adnkronos Salute - è ovviamente una tappa importante. Si tratta sicuramente di un'esperienza da non sottovalutare. Ma non va nemmeno vissuta come 'la prova della vita'". A volte, va anche "ridimensionata - spiega - ricordando che, in fondo, i giochi sono fatti, si tratta della parte finale di un percorso di studio. Inoltre i ragazzi devono considerare che, al limite, verrà valutata la loro performance: non è in gioco il giudizio sulla loro persona e il loro valore in assoluto". Guardare l'esame in questa dimensione, spiega l'esperta, aiuta a non sentirsi 'schiacciati' dalla prova e a ridurre l'ansia.

Dal punto di vista pratico, poi, la psicologa ricorda che la valutazione comincia con l'esposizione della tesina, che dovrebbe essere 'terreno' dello studente e ciò permette di cominciare al meglio la prova, riducendo il disagio.

TESINA
Per questo è importante "lavorare al meglio su questo elaborato. Deve essere approfondito adeguatamente, diventando un argomento 'proprio' del ragazzo. Non va mai imparata a memoria - consiglia Marinelli - ed è utile esporla, durante la preparazione, a voce alta a un'altra persona". Necessario poi "cercare di capire tutti gli agganci ad altri argomenti del programma di studio che potrebbero essere individuati dai professori durante l'esame". Ripassando la tesina ci si può aiutare con postit, evidenziatori e sottolineature per segnalare i possibili collegamenti e prepararsi a rispondere alle possibili domande.

ESPOSIZIONE CHIARA, SENZA FERMARSI MAI
Durante l'interrogazione occhio all'esposizione che deve essere "chiara, sicura e non troppo veloce ma nemmeno troppo lenta ". Ma, soprattutto, dice la psicologa, "non bisogna fermarsi mai, anche se il commissario di esame ci sembra distratto. Meglio ripetere se viene richiesto". Ricominciare un discorso interrotto è più difficile, mentre far fluire un ragionamento già iniziato semplifica l'esposizione e dà un senso di sicurezza. "Anche quando si è finito di esporre la tesina - consiglia l'esperta - se non è il professore a interrompere meglio continuare agganciandosi a un argomento che si conosce bene, piuttosto che tacere. Questa è una regola da seguire anche negli esami universitari".

REGISTRARSI E CORREGGERE I 'DIFETTI'
Mai parlare a 'macchinetta', troppo velocemente, in maniera cantilenante o meccanica. "Va evitato anche l'uso eccessivo di parole utilizzate per intercalare le frasi, 'appunto', 'cioè' ecc. Questo disturba moltissimo chi ascolta e fa sembrare incerto lo studente", dice Marinelli che consiglia di registrare l'esposizione e correggere questo tipo di errori.

NO A NOTTE IN BIANCO PRIMA DELL'INTERROGAZIONE
Assolutamente da evitare, la 'veglia' di studio la notte prima dell'interrogazione. "Si può anche studiare di notte nei giorni precedenti, anche se non conviene perché in quelle ore si rende comunque di meno. Ma non dormire il giorno prima riduce notevolmente la lucidità nel momento in cui più serve. Può essere utile un'ultima lettura della tesina prima di andare a letto, per tranquillizzarsi, ma niente altro".

MAI AVVENTURARSI SU ARGOMENTI 'SCIVOLOSI'
Durante l'esame meglio evitare, poi, di affrontare, senza un'esplicita richiesta, un argomento che si conosce poco. E soprattutto rivedere gli eventuali errori fatti nei compiti scritti e prepararsi a rispondere a domande di chiarimento collegate agli scritti.

JEANS E MAGLIETTA, E NIENTE GOMMA DA MASTICARE
Anche l'abbigliamento fa la sua parte. "Questo non influisce certo sui voti - avverte la psicologa - ma può essere utile a instaurare un clima sereno durante il colloquio. E' solo una questione di buon senso. Eviterei, ad esempio, per le ragazze scollature eccessive, minigonne esagerate. O calzoncini troppo corti per i ragazzi". Così come, sempre in base al buon senso, dovrebbero essere evitati comportamenti sguaiati, come presentarsi al colloquio masticando a bocca aperta una gomma. "Un atteggiamento che dà l'impressione di strafottenza e maleducazione anche se serve solo a mascherare l'ansia", dice la psicologa.

NON AVERE PAURA DI MOSTRARE PROPRIA PERSONALITA'
Non bisogna però nascondere la propria personalità, che a volte "senza esagerare in questa particolare occasione" può esprimersi anche con l'abbigliamento. In particolare "non bisogna avere paura di esprimere un'opinione personale, basta dimostrare di saperlo fare in modo maturo, pacatamente e senza atteggiamenti aggressivi". Insomma, non rinunciare mai alle proprie idee, ma farlo in modo da non compromettere l'esame.