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IL GOLFO DI NAPOLI E IL RESTAURO DEGLI ECOSISTEMI PROFONDI Il Golfo di Napoli è teatro di una del- le prime iniziative di restauro passivo di ecosistemi profondi mai realizzate nel Mediterraneo, attraverso la rimo- zione dei rifiuti marini dagli habitat a coralli e spugne. Le operazioni, coordinate dalla Stazione Zoologica Anton Dohrn (SZN), che ne ha curato la pianificazione scientifica e operativa, si svolgono durante la campagna oceano- grafica DEMETRA, a bordo della nave Gaia Blu del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), nell'ambito del proget- to europeo LIFE DREAM, coordinato dal CNR-ISMAR di Bologna. www.szn.it 1/7 fonte Stazione Zoologica Anton Dohrn Ambiente 450 Io non rischio 460>464
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IL GOLFO DI NAPOLI E IL RESTAURO DEGLI ECOSISTEMI PROFONDI Le attività stanno interessando due si- ti di grande valore ecologico: una sec- ca rocciosa tra i 200 e i 300 metri di profondità, popolata da dense comunità di coralli neri (Antipatharia), e il Canyon Dohrn, ecosistema profondo di rilevanza eccezionale per la peculiari- tà delle comunità bentoniche, caratte- rizzate dalla presenza di coralli bian- chi, ostriche centenarie e specie rare del Mediterraneo. www.szn.it 2/7 fonte Stazione Zoologica Anton Dohrn Ambiente 450 Io non rischio 460>464
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IL GOLFO DI NAPOLI E IL RESTAURO DEGLI ECOSISTEMI PROFONDI Si tratta di due vere e proprie foreste sommerse costituite da intricate strut- ture tridimensionali che offrono rifu- gio e habitat a numerose specie marine e rappresentano archivi naturali dei cambiamenti climatici e ambientali, gravemente compromesse dall'impatto de- gli attrezzi da pesca abbandonati: cime e lenze che avvolgendosi sulle colonie hanno provocato abrasioni, danni fisio- logici e riduzione della capacità ri- produttiva, alterandone conseguentemen- te le dinamiche ecologiche. www.szn.it 3/7 fonte Stazione Zoologica Anton Dohrn Ambiente 450 Io non rischio 460>464
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IL GOLFO DI NAPOLI E IL RESTAURO DEGLI ECOSISTEMI PROFONDI Le operazioni di rimozione sono condot- te mediante un ROV (Remotely Operated Vehicle), veicolo filoguidato capace di agire con precisione a elevate profon- dità che, dopo la mappatura visiva de- gli habitat, permette il restauro se- condo protocolli rigorosi. A differenza di quello attivo, che prevede l'intro- duzione o il trapianto di organismi, il restauro passivo mira a rimuovere le pressioni e gli impatti diretti prodot- ti dalle attività umane, favorendo la rigenerazione naturale degli habitat. www.szn.it 4/7 fonte Stazione Zoologica Anton Dohrn Ambiente 450 Io non rischio 460>464
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IL GOLFO DI NAPOLI E IL RESTAURO DEGLI ECOSISTEMI PROFONDI Nel caso degli ambienti profondi, que- sta strategia assume un valore partico- lare: le comunità che li popolano cre- scono lentamente e sono spesso costitu- ite da organismi longevi, per i quali la rimozione del disturbo rappresenta la condizione essenziale per il recupe- ro. "Con LIFE DREAM puntiamo a proteg- gere e ripristinare gli ecosistemi pro- fondi del Mediterraneo, in particolare le biocostruzioni a coralli, fondamen- tali per la biodiversità marina e il funzionamento degli oceani", spiega Federica Foglini, Primo Tecnologo del CNR-ISMAR e coordinatrice del progetto. www.szn.it 5/7 fonte Stazione Zoologica Anton Dohrn Ambiente 450 Io non rischio 460>464
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IL GOLFO DI NAPOLI E IL RESTAURO DEGLI ECOSISTEMI PROFONDI "I coralli neri sono organismi straor- dinari per la loro longevità ecceziona- le: alcuni esemplari superano i 2.000 anni nel Mediterraneo. Liberare questi ecosistemi dagli attrezzi da pesca ab- bandonati significa restituire respiro a vere e proprie foreste sommerse, che raccontano la storia del nostro mare e custodiscono il futuro della biodiver- sità", ha affermato Frine Cardone, ri- cercatore della Stazione Zoologica Anton Dohrn e responsabile dell'unità SZN del progetto LIFE DREAM. www.szn.it 6/7 fonte Stazione Zoologica Anton Dohrn Ambiente 450 Io non rischio 460>464
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IL GOLFO DI NAPOLI E IL RESTAURO DEGLI ECOSISTEMI PROFONDI A testimonianza della volontà di tra- durre la ricerca in strumenti concreti di governance, il progetto promuove anche un momento di confronto pubblico con il territorio. Mercoledì 4 marzo presso il Centro Congressi dell'Univer- sità degli Studi di Napoli Federico II (Sala B, via Partenope 36) è in agenda "LIFE DREAM incontra il territorio". L'iniziativa rappresenta un'importante occasione di condivisione dei risultati finora raggiunti e un momento di dialo- go con le istituzioni sulle possibili strategie di conservazione da adottare per la tutela degli ecosistemi profondi www.szn.it 7/7 fonte Stazione Zoologica Anton Dohrn Ambiente 450 Io non rischio 460>464

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