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        <title>Archivio Televideo </title>
        <link>http://www.televideo.rai.it/</link>
        <description>Archivio del Televideo RAI - Atlante delle Crisi</description>
        <language>it</language>
        <copyright>RaiNet</copyright>
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            <pubDate>Wed, 16 May 2012 19:36:30 +0200</pubDate>
            <title><![CDATA[MALATTIE ED EMERGENZE  "DEGLI ALTRI"]]></title>
            <description><![CDATA[Lontano dagli occhi, lontano dal cuore?Pare valere sempre di più per i media.Per i tg conta più un morto "nazionale"che 5 in un Paese europeo,20 in Egitto,500 in India e 1.000 in Cina, secondoMario Morcellini, nel suo contributo alrapporto di Msf.La notiziabilità è peraltro influenzatada fattori tecnologici e logistici,comela presenza di uffici di corrisponden-za. Là dove questi non sono e dove nonci sono inviati è più difficile averenotizie attendibili,malgrado il recente"giornalismo" delle nuove tecnologie edei social network che ci fanno giun-
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            <pubDate>Wed, 16 May 2012 19:36:30 +0200</pubDate>
            <title><![CDATA[I TG E GLI IMMIGRATI]]></title>
            <description><![CDATA[L'ondata di migranti in fuga seguitaalla Primavera araba non ha rappresen-tato una crisi dimenticata (1.391 lenotizie sul tema) ma preoccupa il modoin cui è stata presentata, secondo Msf.Troppo spesso gli sbarchi a Lampedusasono stati definiti "emergenza" mentrele condizioni sanitarie dei migrantisono state poco trattate.Il dato più sconcertante, come rilevatodall'indagine sulle edizioni serali del2011 dei Tg Rai, Mediaset e La7, è chenei servizi è praticamente assente lavoce dei migranti (solo il 14% contro
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            <pubDate>Wed, 16 May 2012 19:36:30 +0200</pubDate>
            <title><![CDATA[SIRIA, "MEDICI E PAZIENTI NEL MIRINO"]]></title>
            <description><![CDATA["La nostra denuncia su quanto accade inSiria significa che purtroppo non vieneda mesi rilasciata nessuna autorizza-zione ufficiale a Medici senza Frontie-re per intervenire e che l'organizza-zione deve trovare altri modi per soc-correre la popolazione anche attraversomissioni non autorizzate".E' quanto dice a Televideo Sergio Cec-chini, direttore Comunicazione di Msf."E significa soprattutto che tutti co-loro che in Siria cercano di portareassistenza medica sono visti come unaminaccia, al punto che chi cura un pa-ziente corre gli stessi rischi che se
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            <pubDate>Wed, 16 May 2012 19:36:30 +0200</pubDate>
            <title><![CDATA[CRISI UMANITARIE,SILENZIO CHE UCCIDE]]></title>
            <description><![CDATA[Uno squilibrio nell'accesso all'infor-mazione tra crisi e crisi, tra Nord eSud del mondo. Una disuguaglianza chederiva dalla copertura dei media e chedà la misura per mobilitare risorse eaiuti. Crisi dimenticate perché poco sifa sapere di popolazioni che soffronoin vaste aree del pianeta. Questo puòfare la differenza tra vita e morte.Stupisce la tendenza al provincialismodei mezzi di informazione, in un mondosempre più globalizzato.Per questo organizzazioni umanitariecome Medici senza Frontiere provano adare voce a chi non fa notizia solo
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            <pubDate>Wed, 16 May 2012 19:36:30 +0200</pubDate>
            <title><![CDATA[PERCHE' PARLARE DI CRISI UMANITARIE]]></title>
            <description><![CDATA["Diciamo da otto anni che il silenziopuò uccidere,da quando cioè pubblichia-mo il rapporto sulle crisi dimenticate.E non solo perché come Msf la testimo-nianza fa parte del nostro lavoro, maanche perché siamo convinti fortementeche è una visione miope il fatto di di-re che gli italiani non sono interessa-ti alle crisi dei Paesi lontani da noi"Lo dice a Televideo Kostas Moschocho-ritis, direttore generale Msf Italia."E questo possiamo sostenerlo stando alcomportamento dei sostenitori e donato-ri non solo nostri ma anche di altre
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            <pubDate>Wed, 16 May 2012 19:36:16 +0200</pubDate>
            <title><![CDATA[SAHEL, I 160MILA RIFUGIATI DAL MALI]]></title>
            <description><![CDATA[Servono aiuti urgenti per i 160mila ri-fugiati dal Mali in Burkina Faso,Mauri-tania e Niger, prima dell'arrivo dellastagione delle piogge. Questa gente hapoca speranza di tornare nel proprioPaese, dove persiste l'instabilità."Gli aiuti internazionali forniti aqueste persone non sono sufficienti",denuncia Medici senza Frontiere chechiede all'Alto Commissariato dell'Onue al Programma alimentare mondiale diaumentare e accelerare gli aiuti.L'insicurezza alimentare è una minacciasia per i rifugiati maliani che per lecomunità ospitanti,che già soffrono per
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