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La Toscana custodisce enormi accumuli
di magma
Un gruppo di ricerca dell'Università di
Ginevra in collaborazione con l'Istitu-
to di geoscienze e georisorse del Con-
siglio nazionale delle ricerche,sede di
Firenze (Cnr-Igg) e l'Istituto Naziona-
le di Geofisica e Vulcanologia (INGV)
ha identificato in Toscana, nel sotto-
suolo delle aree geotermiche di Larde-
rello e del Monte Amiata, volumi di
migliaia di chilometri cubi ricchi in
fluidi magmatici a profondità comprese
tra 8 e 15 km nella crosta continenta-
le.
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La Toscana custodisce enormi accumuli
di magma (2)
La ricerca, pubblicata su 'Communica-
tions Earth & Environment', si è avval-
sa della tecnica di tomografia del ru-
more sismico ambientale (Ambient Noise
Tomography), un metodo di prospezione
innovativo che utilizza le vibrazioni
continue della Terra e quindi a zero
impatto ambientale. In termini geologi-
ci, corpi magmatici di queste dimensio-
ni sono paragonabili a quelli che ali-
mentano i cosiddetti "supervulcani" co-
me il Parco Nazionale di Yellowstone
negli Stati Uniti,
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La Toscana custodisce enormi accumuli
di magma (3)
il lago Toba in Indonesia o il vulcano
Taupo in Nuova Zelanda, che ospitano
sotto la superficie immensi serbatoi di
magma, dell'ordine di diverse migliaia
di chilometri cubi. La loro presenza è
rivelata da tracce superficiali come
depositi eruttivi, crateri, deformazio-
ni del suolo ed emissioni di gas. Que-
sti risultati sono importanti sia per
la ricerca fondamentale, che per le
applicazioni pratiche, in primis per
quantificare il potenziale geotermico
di una regione.
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Aree archeologiche santuari della
biodiversità
Le aree archeologiche non sono soltanto
luoghi di conservazione del passato, ma
anche inaspettate riserve ecologiche
con un ruolo importante nella tutela
della biodiversità. E' quanto emerge
dalla review pubblicata sulla rivista
della 'British Ecological Society Peo-
ple and Nature', la più ampia attual-
mente disponibile sul rapporto tra ar-
cheologia e biodiversità: in essa ven-
gono censiti oltre 240 studi che docu-
mentano la biodiversità in più di 1400
siti archeologici internazionali.
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Aree archeologiche santuari della
biodiversità (2)
Il lavoro è stato realizzato da un
gruppo scientifico multidisciplinare
del Consiglio Nazionale delle Ricerche
(CNR). Nella ricerca si evidenzia come
molti siti archeologici siano rimasti
relativamente invariati per lunghi
periodi: questa limitata alterazione
antropica ha favorito la presenza di
rifugi biologici stabili, capaci di
ospitare specie vegetali e animali che
in alcuni casi risultano rare o scom-
parse dal paesaggio circostante.
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Controllo 'wireless' sulle cellule
Controllare il comportamento delle cel-
lule, come si muovono, come aderiscono
a una superficie e persino la forma del
loro nucleo, è una delle sfide cruciali
della biotecnologia moderna.
Fino ad oggi, questo controllo richie-
deva complessi processi di micro-fab-
bricazione per integrare elettrodi fis-
si su supporti biocompatibili, limitan-
do drasticamente la flessibilità spa-
ziale e temporale degli esperimenti.
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Controllo 'wireless' sulle cellule -2
Oggi, uno studio condotto dall'Istituto
di scienze applicate e sistemi intelli-
genti "Eduardo Caianiello" del Consi-
glio nazionale delle ricerche di Poz-
zuoli (Cnr-Isasi) supera tale limite
attraverso una innovativa interfaccia
bio-fotovoltaica completamente guidata
dalla luce. La ricerca, pubblicata su
'Advanced Functional Materials' dimo-
stra come sia possibile manipolare le
celllule e influenzarne le funzioni in
modalità wireless e non invasiva sfrut-
tando i campi elettrici generati dall'
effetto fotovoltaico in cristalli di
niobato di litio drogati con ferro.
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