Televideo.Rai.it

Televideo Nazionale

 
					
pagina 458/1
INQUINAMENTO Grazie a due esperimenti condotti nel Lago di Massaciuccoli in Toscana e nel Golfo di La Spezia, i ricercatori hanno dimostrato che i dati satellitari acquisiti da sensori Radar ad Apertura Sintetica (SAR) permettono di identificare accumuli galleggianti di plastica, fornendo uno dei primi riscontri sperimentali sulle potenzialità di questa tecnologia in ambiente marino. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Remote Sensing of Environment. www.enea.it fonte ENEA Ambiente 450 Io non rischio 460>464
----------------------------------------
pagina 458/2
INQUINAMENTO Per condurre gli esperimenti è stata realizzata una piccola isola di plastica, progettata per riprodurre nel modo più realistico possibile forma e dimensioni tipiche degli accumuli di rifiuti plastici presenti in ambienti marini e oceanici. I sensori SAR a bordo dei satelliti COSMO-SkyMed, programma dell'Agenzia Spaziale Italia- na e del Ministero della Difesa, e ICEY hanno acquisito immagini dell'isola utilizzando diverse configurazioni in termini di risoluzione spaziale, geometria di osservazione e polarizzazione. www.enea.it fonte ENEA Ambiente 450 Io non rischio 460>464
----------------------------------------
pagina 458/3
INQUINAMENTO L'analisi delle immagini ha quindi evidenziato come gli accumuli plastici risultino chiaramente distinguibili rispetto alla superficie d'acqua circostante. Nello studio pubblicato si evidenzia infatti come la presenza del- la plastica modifichi la rugosità superficiale dell'acqua, determinando un aumento dell'intensità del segnale misurato dal sensore. Questo risultato apre nuove prospettive per il monitoraggio dei rifiuti plastici in mare da dati radar satellitari. Finora, infatti, la maggior parte degli studi condotti sul tema si sono concentrati<< www.enea.it fonte ENEA Ambiente 450 Io non rischio 460>464
----------------------------------------
pagina 458/4
INQUINAMENTO sull'utilizzo di sensori ottici operanti nello spettro elettromagnetic del visibile e dell'infrarosso termico, mentre l'utilizzo dei sensori SAR è tuttora ancora poco esplorato, pur resentando un vantaggio importante: questa tecnologia, infatti, può acquisire immagini sia di giorno che di notte e anche in presenza di copertura nuvolosa, offrendo la possibilità, in futuro, di monitorare i rifiuti di plastica in ambienti acquatici con maggiore continuità. www.enea.it fonte ENEA Ambiente 450 Io non rischio 460>464
----------------------------------------
pagina 458/5
CAMBIAMENTI CLIMATICI LA FUSIONE DEI GHIACCIAI I dati analizzati mostrano che la perdita di ghiaccio è aumentata vertiginosamente a partire dagli anni '90: la Groenlandia, che negli anni '70 era quasi in equilibrio, ha visto il proprio tasso di perdita di ghiaccio passare da circa 60 miliardi di tonnellate all'anno perse negli anni '80 a 264 miliardi di tonnellate nei primi dieci anni del Duemila, un decen- nio caratterizzato da ripetuti episodi di fusione estiva estrema. Contemporaneamente, il tasso di perdita dell'Antartide è passato da circa 48 miliardi di tonnellate all'anno <<< www.ingv.it 5/8 fonte INGV Ambiente 450 Io non rischio 460>464
----------------------------------------
pagina 458/6
CAMBIAMNETI CLIMATICI LA FUSIONE DEI GHIACCIAI negli anni '80 a 202 miliardi di tonnellate negli anni 2010, con l'inte- ra perdita netta causata dalla fusione dei suoi ghiacciai: il deflusso di ghiaccio dall'Antartide occidentale, guidato dai ghiacciai Pine Island e Thwaites, è di fatto aumentato in ogni decennio di cui si hanno dati. Gli ultimi anni (2020-2023) hanno portato a un rallentamento temporaneo della perdita di ghiaccio. Le nevicate record sull'Antartide orientale hanno compensato in parte le perdite glaciali del continente in altre zone, mentre una serie di estati più miti <<< ww.ingv.it fonte INGV Ambiente 450 Io non rischio 460>464
----------------------------------------
pagina 458/7
CAMBIAMENTI CLIMATICI LA FUSIONE DEI GHIACCIAI in Groenlandia ha ridotto di circa la metà la fusione superficiale. Tuttavia, i ricercatori avvertono che non si tratta di un'inversione di rotta nella perdita di ghiaccio, bensì di fluttuazioni a breve termine inserite nell'ambito di una tendenza a lungo termine ben chiara e delineata. I risultati sottolineano inoltre il ruolo centrale delle calotte polari nel futu- ro innalzamento del livello del mare. La loro risposta al riscaldamento climatico rappresenta infatti la principale fonte di incertezza nelle proiezioni sul futuro livello marino. www.ingv.it 7/8 fonte INGV Ambiente 450 Io non rischio 460>464
----------------------------------------
pagina 458/8
CAMBIAMENTI CLIMATICI LA FUSIONE DEI GHIACCIAI Le stime più elevate relative al suo innalzamento globale entro il 2150 aumentano di 2,6 volte se si prende in considerazione il rischio di instabili- tà delle calotte glaciali. Una serie continua di dati sul comportamento del- le calotte polari, raccolta nell'arco di mezzo secolo, è quindi fondamentale per anticipare i rischi che incombono sulle centinaia di milioni di persone che vivono nelle zone costiere maggior- mente esposte al rischio inondazione. www.enea.it fonte ENEA Ambiente 450 Io non rischio 460>464

Torna Indietro