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ETNA STUDIO DELLE INTRUSIONI MAGNETICHE Un nuovo studio ricostruisce quanto avvenuto sull'Etna il 13 maggio 2008, quando fu possibile osservare contemporaneamente i processi che si sviluppano in superficie e in profondi- tà durante un'intrusione magmatica, os- sia la risalita del magma all'interno del vulcano lungo fratture della roccia senza che raggiunga necessariamente la superficie per un'eruzione. Lo studio, intitolato The 2008 Mt. Etna dike arrest: integration of structural investigation, seismic and energy-balance analysis, è stato recentemente pubblicato<<< www.enea.it fonte ENEA Ambiente 450 Io non rischio 460>464
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ETNA STUDIO DELLE INTRUSIONI MAGNETICHE >>>sulla rivista scientifica Frontiers in Earth Sciences. In quella data un dicco laterale, ossia un corpo di magma che si insinua lungo una fenditura della roccia, iniziò a propagarsi dal condotto di alimentazio- ne centrale del vulcano verso nord, generando un esteso campo di fratture in superficie e una sequenza di terre- moti che ne accompagnò l'avanzata, tracciandone con precisione la migrazione. Il magma non raggiunse la superficie sul fianco settentrionale. www.enea.it fonte ENEA Ambiente 450 Io non rischio 460>464
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ETNA STUDIO DELLE INTRUSIONI MAGNETICHE La propagazione cambiò direzione verso sud, dando origine all'eruzione nella Valle del Bove. Sul terreno rima- se un campo di fratture "secco", cioè non eruttivo, uno dei casi più signifi- cativi di interazione tra un'intrusione magmatica e la deformazione fragile del suolo. La dinamica iniziale destò particolare apprensione perché la direzione del dicco ricordava lo scenario del marzo 1981, quando una fessura eruttiva si propagò rapidamente verso Randazzo causando gravi danni. www.enea.it fonte ENEA Ambiente 450 Io non rischio 460>464
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ETNA STUDIO DELLE INTRUSIONI MAGNETICHE Nel 2008, invece, la propagazione si è arrestata spontaneamente, offrendo un'opportunità scientifica unica per osservare in dettaglio il comportamento di un'intrusione laterale". L'analisi delle fratture superficiali e dei dati sismici ha permesso di ricostruire l'evoluzione dell'intrusione. E' stato stimato che il magma si sia propagato fino a una profondità compresa tra circa 200 e 600 metri. Lo studio mostra inoltre che, con l'avanzare del dicco, la pressione del magma non era più sufficiente a superare la resistenza della roccia. www.enea.it fonte ENEA Ambiente 450 Io non rischio 460>464
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ETNA STUDIO DELLE INTRUSIONI MAGNETICHE La sua propagazione ha così rallentato fino ad arrestarsi, mentre il magma ha iniziato progressivamente a solidificare. Il momento sismico cumulato rilasciato durante l'evento coincide con l'energia elastica attesa dal dicco modellato. Questo dato, associato con il cambio da estensionale a compressivo dei meccanismi di rottura che generano i terremoti durante la propagazione del dicco, indica che il sistema aveva esaurito il proprio 'budget energetico' di propagazione. www.enea.it fonte ENEA Ambiente 450 Io non rischio 460>464
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ETNA LO STUDIO DELLE INTRUSIONI MAGNETICHE La convergenza tra fratture superficiali, migrazione ipocentrale, evoluzione dei meccanismi focali e bilancio energetico ha reso il caso del 13 maggio 2008 un esempio unico per la comprensione delle intrusioni laterali dell'Etna. Lo studio dimostra che l'integrazione tra osservazioni geologiche di superficie e dati geofisici acquisiti in tempo reale può consentire una ricostruzione più affidabile delle fasi di propagazione e di arresto delle intrusioni magmatiche<<<, www.enea.it fonte ENEA Ambiente 450 Io non rischio 460>464
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ETNA LO STUDIO DELLE INTRUSIONI MAGNETICHE >>>migliorando la valutazione degli scenari eruttivi associati alle intrusioni laterali dell'Etna, tra i fenomeni più pericolosi per le comunità che vivono sulle pendici del vulcano. www.enea.it fonte ENEA Ambiente 450 Io non rischio 460>464

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