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ETNA
STUDIO DELLE INTRUSIONI MAGNETICHE
Un nuovo studio ricostruisce quanto
avvenuto sull'Etna il 13 maggio 2008,
quando fu possibile osservare
contemporaneamente i processi che si
sviluppano in superficie e in profondi-
tà durante un'intrusione magmatica, os-
sia la risalita del magma all'interno
del vulcano lungo fratture della roccia
senza che raggiunga necessariamente la
superficie per un'eruzione. Lo studio,
intitolato The 2008 Mt. Etna dike
arrest: integration of structural
investigation, seismic and
energy-balance analysis, è stato
recentemente pubblicato<<<
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fonte ENEA
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STUDIO DELLE INTRUSIONI MAGNETICHE
>>>sulla rivista scientifica Frontiers
in Earth Sciences.
In quella data un dicco laterale, ossia
un corpo di magma che si insinua lungo
una fenditura della roccia, iniziò a
propagarsi dal condotto di alimentazio-
ne centrale del vulcano verso nord,
generando un esteso campo di fratture
in superficie e una sequenza di terre-
moti che ne accompagnò l'avanzata,
tracciandone con precisione la
migrazione.
Il magma non raggiunse la superficie
sul fianco settentrionale.
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STUDIO DELLE INTRUSIONI MAGNETICHE
La propagazione cambiò direzione
verso sud, dando origine all'eruzione
nella Valle del Bove. Sul terreno rima-
se un campo di fratture "secco", cioè
non eruttivo, uno dei casi più signifi-
cativi di interazione tra un'intrusione
magmatica e la deformazione fragile del
suolo. La dinamica iniziale destò
particolare apprensione perché la
direzione del dicco ricordava lo
scenario del marzo 1981, quando una
fessura eruttiva si propagò rapidamente
verso Randazzo causando gravi danni.
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STUDIO DELLE INTRUSIONI MAGNETICHE
Nel 2008, invece, la propagazione si è
arrestata spontaneamente, offrendo
un'opportunità scientifica unica per
osservare in dettaglio il comportamento
di un'intrusione laterale".
L'analisi delle fratture superficiali e
dei dati sismici ha permesso di
ricostruire l'evoluzione
dell'intrusione. E' stato stimato che
il magma si sia propagato fino a una
profondità compresa tra circa 200 e 600
metri. Lo studio mostra inoltre che,
con l'avanzare del dicco, la pressione
del magma non era più sufficiente a
superare la resistenza della roccia.
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STUDIO DELLE INTRUSIONI MAGNETICHE
La sua propagazione ha così rallentato
fino ad arrestarsi, mentre il magma ha
iniziato progressivamente a
solidificare.
Il momento sismico cumulato rilasciato
durante l'evento coincide con l'energia
elastica attesa dal dicco modellato.
Questo dato, associato con il cambio da
estensionale a compressivo dei
meccanismi di rottura che generano i
terremoti durante la propagazione del
dicco, indica che il sistema aveva
esaurito il proprio 'budget energetico'
di propagazione.
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LO STUDIO DELLE INTRUSIONI MAGNETICHE
La convergenza tra fratture
superficiali, migrazione ipocentrale,
evoluzione dei meccanismi focali e
bilancio energetico ha reso il caso del
13 maggio 2008 un esempio unico per la
comprensione delle intrusioni laterali
dell'Etna.
Lo studio dimostra che l'integrazione
tra osservazioni geologiche di
superficie e dati geofisici acquisiti
in tempo reale può consentire una
ricostruzione più affidabile delle fasi
di propagazione e di arresto delle
intrusioni magmatiche<<<,
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LO STUDIO DELLE INTRUSIONI MAGNETICHE
>>>migliorando la valutazione degli
scenari eruttivi associati alle
intrusioni laterali dell'Etna, tra i
fenomeni più pericolosi per le comunità
che vivono sulle pendici del vulcano.
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