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ENEA, lecci più resilienti dei pini al cambiamento climatico. La diffusione di insetti parassiti, combinata a una maggiore siccità, ha danneggiato il 13% dei 6 mila ettari di foreste della Tenuta Presidenziale di Castelporziano, una riserva naturale sul litorale laziale all'interno del territorio di Roma Capitale. quanto emerge da uno studio, che evidenzia come le aree più colpite siano le pinete, interessate dal 2018 da infestazioni di bostrico del pino e cocciniglia tartaruga. www.Enea.it fonte Enea Ambiente 450 Io non rischio 461>464
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ENEA, lecci più resilienti dei pini al cambiamento climatico. Al contrario, i lecci si sono dimostrati più resilienti, continuando a svolgere un ruolo importante come serbatoio di carbonio e nell'assorbimento di inquinanti atmosferici come l'ozono. Per analizzare lo stato di salute della vegetazione dell'intera Tenuta si sono rivelate uno strumento essenziale le immagini satellitari acquisite dalla missione Sentinel-2. Le foreste di pino, a seguito dell'infestazione, hanno subito un drastico peggioramento dello stato di salute. www.Enea.it fonte Enea Ambiente 450 Io non rischio 461>464
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ENEA, lecci più resilienti dei pini al cambiamento climatico. Il resto della vegetazione della Tenuta di Castelporziano mostra invece una condizione complessivamente stabile, con la foresta di lecci che mantiene elevati tassi di assimilazione del carbonio e variazioni minime in risposta alla siccità e alle alte temperature. Nel dettaglio, la lecceta assorbe 8 tonnellate di carbonio per ettaro in media all'anno, un valore che risulta maggiore del 20% rispetto a quello osservato negli stessi tipi di foresta negli anni '90. www.Enea.it fonte Enea Ambiente 450 Io non rischio 461>464
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ENEA, lecci più resilienti dei pini al cambiamento climatico. Inoltre, il leccio rappresenta anche un importante alleato nella rimozione dell'ozono troposferico, con un assorbimento medio annuo fino a circa 8 grammi per metro quadrato. I risultati dello studio indicano di puntare nelle aree mediterranee su specie più resilienti, come il leccio, a scapito di specie più vulnerabili, come il pino domestico e alcune querce decidue. Si tratta di un vero e proprio cambio di paradigma nella gestione forestale, anche perché molte delle specie più colpite sono tra le più tipiche del paesaggio mediterraneo. www.Enea.it fonte Enea Ambiente 450 Io non rischio 461>464
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ENEA, lecci più resilienti dei pini al cambiamento climatico. Infatti, solo le specie capaci di adottare strategie di adattamento efficaci riusciranno a prosperare in un clima in evoluzione. La scelta di specie idonee sarà cruciale per sostenere la capacità delle foreste urbane e periurbane di fornire servizi ecosistemici preziosi quali l'assorbimento di CO2, la mitigazione dell'effetto isola di calore e la rimozione di inquinanti atmosferici. www.Enea.it fonte Enea Ambiente 450 Io non rischio 461>464
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ENEA, lecci più resilienti dei pini al cambiamento climatico. Con oltre 30 anni di raccolta dati sul campo, la Tenuta di Castelporziano rappresenta un ecosistema che contribuisce a comprendere gli effetti degli stress legati al cambiamento climatico sulla vegetazione naturale e sulla fornitura dei relativi servizi ecosistemici nel bacino del Mediterraneo; nel 2022 è stata riconosciuta come stazione di Classe 1 da ICOS, l'unica stazione forestale nazionale ad aver ottenuto questo massimo riconoscimento per la qualità dei dati forniti. www.Enea.it fonte Enea Ambiente 450 Io non rischio 461>464
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ENEA, lecci più resilienti dei pini al cambiamento climatico. E per questo motivo l'area naturale è destinata a diventare sempre più un modello di Forest Living Lab, un laboratorio a cielo aperto in linea con i tre obiettivi della Strategia europea per la biodiversità al 2030: arrestare la perdita di biodiversità, contrastare il degrado dei servizi ecosistemici e promuoverne il ripristino su larga scala. www.Enea.it fonte Enea Ambiente 450 Io non rischio 461>464
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Foreste periurbane, uno scudo contro temperature estreme e inquinamento urbano. Ad esempio, ad Aix-en-Provence, piantare specie a bassa emissione riduce significativamente la mortalità legata al freddo, mentre a Zagabria diminuiscono i decessi causati da alte temperature piantando specie ad alta emissione. Queste differenze dicono che le soluzioni verdi vanno pensate a livello locale. I risultati dello studio mostrano che l'aumento dell'urbanizzazione e la rimozione della vegetazione aumentano i costi per mortalità e ospedalizzazioni. www.Enea.it fonte Enea Ambiente 450 Io non rischio 461>464
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Foreste periurbane, uno scudo contro temperature estreme e inquinamento urbano. L'aumento di mortalità, dovuto principalmente ai giorni di stress termico, è risultato maggiore a Zagabria (+59,4%), seguita da Firenze (+13%) e Aix-en-Provence (2,9%), con un impatto economico stimato fino a 560 milioni di euro a Firenze (708 milioni a Zagabria e 158 milioni a Aix-en-Provence). Ogni anno, milioni di persone muoiono per malattie legate all'inquinamento atmosferico, come il particolato fine, il biossido di azoto e l'ozono. www.Enea.it fonte Enea Ambiente 450 Io non rischio 461>464
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Foreste periurbane, uno scudo contro temperature estreme e inquinamento urbano. Solo in Europa, l'esposizione a PM2.5, NO e O ha causato rispettivamente 182 mila, 34 mila e 63 mila decessi, mente in Italia la stima complessiva è pari a circa 43 mila morti. Ondate di calore e i periodi di freddo intenso contribuiscono ad aumentare la mortalità, oltre alla scarsa qualità dell'aria. www.Enea.it fonte Enea Ambiente 450 Io non rischio 461>464
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ENEA, Antartide Un patrimonio internazionale sotto una futura governance globale. Decine di altre carote di ghiaccio del patrimonio Ice Memory provenienti da tutto il mondo - Ande, Pamir, Caucaso - si uniranno a queste prime due nel loro nuovo 'rifugio' negli anni a venire. Il patrimonio Ice Memory è concepito come eredità comune dell'umanità. www.Enea.it fonte ENEA Ambiente 450 Io non rischio 461>464

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