pagina 457/1
ENEA, lecci più resilienti dei pini
al cambiamento climatico.
La diffusione di insetti parassiti,
combinata a una maggiore siccità, ha
danneggiato il 13% dei 6 mila ettari di
foreste della Tenuta Presidenziale di
Castelporziano, una riserva naturale
sul litorale laziale all'interno del
territorio di Roma Capitale. quanto
emerge da uno studio, che evidenzia
come le aree più colpite siano le
pinete, interessate dal 2018 da
infestazioni di bostrico del pino e
cocciniglia tartaruga.
www.Enea.it
fonte Enea
Ambiente 450 Io non rischio 461>464
----------------------------------------
pagina 457/2
ENEA, lecci più resilienti dei pini
al cambiamento climatico.
Al contrario, i lecci si sono
dimostrati più resilienti, continuando
a svolgere un ruolo importante come
serbatoio di carbonio e
nell'assorbimento di inquinanti
atmosferici come l'ozono. Per
analizzare lo stato di salute della
vegetazione dell'intera Tenuta si sono
rivelate uno strumento essenziale le
immagini satellitari acquisite dalla
missione Sentinel-2. Le foreste di
pino, a seguito dell'infestazione,
hanno subito un drastico peggioramento
dello stato di salute.
www.Enea.it
fonte Enea
Ambiente 450 Io non rischio 461>464
----------------------------------------
pagina 457/3
ENEA, lecci più resilienti dei pini
al cambiamento climatico.
Il resto della vegetazione della Tenuta
di Castelporziano mostra invece una
condizione complessivamente stabile,
con la foresta di lecci che mantiene
elevati tassi di assimilazione del
carbonio e variazioni minime in
risposta alla siccità e alle alte
temperature. Nel dettaglio, la lecceta
assorbe 8 tonnellate di carbonio per
ettaro in media all'anno, un valore che
risulta maggiore del 20% rispetto a
quello osservato negli stessi tipi di
foresta negli anni '90.
www.Enea.it
fonte Enea
Ambiente 450 Io non rischio 461>464
----------------------------------------
pagina 457/4
ENEA, lecci più resilienti dei pini
al cambiamento climatico.
Inoltre, il leccio rappresenta anche un
importante alleato nella rimozione
dell'ozono troposferico, con un
assorbimento medio annuo fino a circa 8
grammi per metro quadrato. I risultati
dello studio indicano di puntare nelle
aree mediterranee su specie più
resilienti, come il leccio, a scapito
di specie più vulnerabili, come il pino
domestico e alcune querce decidue. Si
tratta di un vero e proprio cambio di
paradigma nella gestione forestale,
anche perché molte delle specie più
colpite sono tra le più tipiche del
paesaggio mediterraneo.
www.Enea.it
fonte Enea
Ambiente 450 Io non rischio 461>464
----------------------------------------
pagina 457/5
ENEA, lecci più resilienti dei pini
al cambiamento climatico.
Infatti, solo le specie capaci di
adottare strategie di adattamento
efficaci riusciranno a prosperare in un
clima in evoluzione. La scelta di
specie idonee sarà cruciale per
sostenere la capacità delle foreste
urbane e periurbane di fornire servizi
ecosistemici preziosi quali
l'assorbimento di CO2, la mitigazione
dell'effetto isola di calore e la
rimozione di inquinanti atmosferici.
www.Enea.it
fonte Enea
Ambiente 450 Io non rischio 461>464
----------------------------------------
pagina 457/6
ENEA, lecci più resilienti dei pini
al cambiamento climatico.
Con oltre 30 anni di raccolta dati sul
campo, la Tenuta di Castelporziano
rappresenta un ecosistema che
contribuisce a comprendere gli effetti
degli stress legati al cambiamento
climatico sulla vegetazione naturale e
sulla fornitura dei relativi servizi
ecosistemici nel bacino del
Mediterraneo; nel 2022 è stata
riconosciuta come stazione di Classe 1
da ICOS, l'unica stazione forestale
nazionale ad aver ottenuto questo
massimo riconoscimento per la qualità
dei dati forniti.
www.Enea.it
fonte Enea
Ambiente 450 Io non rischio 461>464
----------------------------------------
pagina 457/7
ENEA, lecci più resilienti dei pini
al cambiamento climatico.
E per questo motivo l'area naturale è
destinata a diventare sempre più un
modello di Forest Living Lab, un
laboratorio a cielo aperto in linea con
i tre obiettivi della Strategia europea
per la biodiversità al 2030: arrestare
la perdita di biodiversità, contrastare
il degrado dei servizi ecosistemici e
promuoverne il ripristino su larga
scala.
www.Enea.it
fonte Enea
Ambiente 450 Io non rischio 461>464
----------------------------------------
pagina 457/8
Foreste periurbane, uno scudo contro
temperature estreme e inquinamento
urbano.
Ad esempio, ad Aix-en-Provence,
piantare specie a bassa emissione
riduce significativamente la mortalità
legata al freddo, mentre a Zagabria
diminuiscono i decessi causati da alte
temperature piantando specie ad alta
emissione. Queste differenze dicono che
le soluzioni verdi vanno pensate a
livello locale. I risultati dello
studio mostrano che l'aumento
dell'urbanizzazione e la rimozione
della vegetazione aumentano i costi per
mortalità e ospedalizzazioni.
www.Enea.it
fonte Enea
Ambiente 450 Io non rischio 461>464
----------------------------------------
pagina 457/9
Foreste periurbane, uno scudo contro
temperature estreme e inquinamento
urbano.
L'aumento di mortalità, dovuto
principalmente ai giorni di stress
termico, è risultato maggiore a
Zagabria (+59,4%), seguita da Firenze
(+13%) e Aix-en-Provence (2,9%), con un
impatto economico stimato fino a 560
milioni di euro a Firenze (708 milioni
a Zagabria e 158 milioni a
Aix-en-Provence). Ogni anno, milioni di
persone muoiono per malattie legate
all'inquinamento atmosferico, come il
particolato fine, il biossido di azoto
e l'ozono.
www.Enea.it
fonte Enea
Ambiente 450 Io non rischio 461>464
----------------------------------------
pagina 457/10
Foreste periurbane, uno scudo contro
temperature estreme e inquinamento
urbano.
Solo in Europa, l'esposizione a PM2.5,
NO e O ha causato rispettivamente 182
mila, 34 mila e 63 mila decessi, mente
in Italia la stima complessiva è pari a
circa 43 mila morti. Ondate di
calore e i periodi di freddo intenso
contribuiscono ad aumentare la
mortalità, oltre alla scarsa qualità
dell'aria.
www.Enea.it
fonte Enea
Ambiente 450 Io non rischio 461>464
----------------------------------------
pagina 457/11
ENEA, Antartide
Un patrimonio internazionale sotto una
futura governance globale.
Decine di altre carote di ghiaccio del
patrimonio Ice Memory provenienti da
tutto il mondo - Ande, Pamir, Caucaso -
si uniranno a queste prime due nel loro
nuovo 'rifugio' negli anni a venire. Il
patrimonio Ice Memory è concepito come
eredità comune dell'umanità.
www.Enea.it
fonte ENEA
Ambiente 450 Io non rischio 461>464
|